{"id":158,"date":"2025-05-18T13:49:01","date_gmt":"2025-05-18T13:49:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.studiobrunomunari.it\/website\/?p=158"},"modified":"2025-05-18T13:49:01","modified_gmt":"2025-05-18T13:49:01","slug":"se-il-metodo-va-a-scuola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.studiobrunomunari.it\/website\/2025\/05\/18\/se-il-metodo-va-a-scuola\/","title":{"rendered":"Se il Metodo va a scuola"},"content":{"rendered":"\n<html>\n  <head>\n    <meta http-equiv=\"content-type\" content=\"text\/html; charset=UTF-8\">\n    <title><\/title>\n  <\/head>\n  <body>\n    <p> <span style=\"font-family:&quot;Century&quot;,serif\">Ho\n        conosciuto Bruno Munari a Milano a met\u00e0 degli anni 80, avendo avuto la\n        possibilit\u00e0 di partecipare alla grande mostra allestita presso Palazzo\n        Reale.&nbsp;Di quella circostanza ho un ricordo molto vivo, ritengo\n        determinato\n        dal fatto che per me fu un&#8217;occasione estremamente significativa.\n        Rammento il\n        ticchettio delle \u201cAritmie Meccaniche\u201d, poste in corridoio stretto, lungo\n        e\n        colorato di bianco, la bellezza zen della \u201cFontana dalle cinque gocce\u201d\n        che da\n        sola riusciva a riempire di emozione e bellezza tutta una stanza, il\n        grande\n        scalone e l&#8217;ingresso dal cui soffitto penzolavano tutte le lettere che\n        formavano il nome Munari realizzate con tele preziose, piuttosto che con\n        molle\n        impertinenti o palline messe in fila, fino ai pannelli in garza della\n        &#8220;Nebbia\n        di Milano&#8221; che mi divertivo ad attraversare per nascondermi proprio\n        nella\n        nebbia.<\/span><\/p>\n    <p><span style=\"font-family:&quot;Century&quot;,serif\"><br>\n      <\/span>\n    <\/p>\n    <p><!--[if gte mso 9]><xml>\n <o:OfficeDocumentSettings>  <o:AllowPNG\/>\n <\/o:OfficeDocumentSettings><\/xml><![endif]--><\/p>\n    <p>\n      <p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><span style=\"font-family:&quot;Century&quot;,serif\">Ma\n          per\n          me il cuore di tutto il percorso era sicuramente la grande sala dove\n          Bruno\n          volle istallare il suo laboratorio dedicato ai bambini. Lo spazio del\n          laboratorio, quindi lo spazio del fare, non era un&#8217;appendice, ma\n          costituiva una\n          parte integrante della mostra. Tutto era stato progettato\n          dall&#8217;artista: i\n          grandi tavoli, i divisori che diventavano anche attaccapanni, panche\n          per la\n          seduta e perfino spazio per lo stoccaggio dei materiali. Si\n          accoglievamo due\n          classi alla volta di bambini delle scuole elementari, accompagnati\n          dalle loro\n          insegnanti che mostravano grande consapevolezza per l&#8217;azione che si\n          stava\n          sviluppando.<\/span><\/p>\n      <p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><span style=\"font-family:&quot;Century&quot;,serif\"><br>\n        <\/span><\/p>\n      <p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><span style=\"font-family:&quot;Century&quot;,serif\">Se\ndovessi\n          sintetizzare la percezione che ebbi, collaborando a quell&#8217;esperienza,\n          potrei dire che avvertii&nbsp;la netta&nbsp;sensazione che <i>funzionava<\/i>,\n          tanto sapeva rimandare immediatamente alla certezza che quello fosse\n          il modo\n          giusto di operare.<\/span><\/p>\n      <p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><span style=\"font-family:&quot;Century&quot;,serif\"><br>\n        <\/span><\/p>\n      <p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><span style=\"font-family:&quot;Century&quot;,serif\">Fu\nquella\n          consapevolezza che mi anim\u00f2 nel voler riprovare le esperienze del\n          laboratorio, anche dopo la mostra, con i bambini pi\u00f9 piccini: quelli\n          della\n          scuola dell&#8217;infanzia. Dal Museo alla scuola non fu un passaggio\n          immediato e non\n          senza i necessari aggiustamenti. Ricordo che le insegnanti si\n          stupivano per la\n          cura dei materiali, per i tempi dilatati, ma anche per la modalit\u00e0 di\n          approccio\n          riservata ai bambini. Per oltre dieci anni ebbi la possibilit\u00e0 di\n          provare\n          l&#8217;approccio didattico di Munari all&#8217;interno della scuola pubblica\n          avendo al mio\n          fianco come supervisore d&#8217;eccezione lo stesso artista. Inizialmente\n          replicai\n          quello che avevo visto, cercando di adattarlo all&#8217;et\u00e0, poi iniziai a\n          sperimentare alcune variabili, per esempio domandandomi che tipo di\n          strumento\n          grafico fosse pi\u00f9 opportuno con bambini pi\u00f9 piccoli. Perch\u00e9 scegliere\n          un\n          pastello a cera oppure uno ad olio al posto di un pennarello? Le\n          esperienze\n          venivano sempre riviste assieme a Bruno che raggiungevo, direttamente\n          nel suo\n          studio di via Colonna, nei miei frequenti viaggi dall&#8217; Oltrep\u00f2 Pavese\n          verso\n          Milano. Osservavamo attentamente i manufatti dei bimbi, riflettevamo\n          sulla loro\n          azione e ipotizzavamo nuovi interventi o sviluppi. In Munari vi era\n          vera\n          disponibilit\u00e0 e sincero interesse per queste sperimentazioni che\n          dedicavamo ai bambini;\n          infatti, ogni volta mostrava una forte curiosit\u00e0 nel sapere com&#8217;era\n          andata. Per\n          esempio, decidemmo di provare l&#8217;esperienza definita \u201cFormati diversi\u201d,\n          da lui\n          realizzata nel 1977 in Brera, gi\u00e0 con i bimbi di 4 anni, anche se\n          Munari aveva\n          delle perplessit\u00e0 in merito, perch\u00e9 pensava che i bimbi fossero troppo\n          piccoli.\n          La sperimentazione and\u00f2 molto bene e Bruno dovette ricredersi. Fu un\n          periodo\n          molto bello che dur\u00f2 oltre dieci anni. Parte di queste esperienze sono\n          state\n          raccontate in circa 60 articoli che scrissi per la Rivista pedagogica\n          \u201cInfanzia\u201d diretta dal pedagogista Piero Bertolini che segu\u00ec da vicino\n          il mio\n          lavoro e nel 1996 ne pubblicai un resoconto dettagliato nel mio primo\n          libro: <i>Giocandoscoprendo<\/i>\n          pubblicato<i> <\/i>dalla casa editrice Nuova Italia di Firenze. <br>\n        <\/span><\/p>\n      <p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><span style=\"font-family:&quot;Century&quot;,serif\"><br>\n        <\/span><\/p>\n      <p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><span style=\"font-family:&quot;Century&quot;,serif\">Negli\nanni\n          successivi le esperienze sono state molteplici, prima accanto a Bruno\n          Munari e poi al figlio prof Alberto, psicologo ed epistemologo, che mi\n          ha\n          aiutata a meglio osservare e comprendere l&#8217;operato del padre e la\n          tipologia di\n          pensiero che sosteneva il suo lavoro.<\/span><\/p>\n      <p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><span style=\"font-family:&quot;Century&quot;,serif\"><br>\n        <\/span><\/p>\n      <p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><span style=\"font-family:&quot;Century&quot;,serif\">Perch\u00e9\nparlare\n          ora di questo? A cosa serve? Credo sia utile raccontare come la\n          didattica attiva, riferita ai suggerimenti che ci vengono da Munari,\n          abbia gi\u00e0\n          trovato, da molti anni, spazio e legittimazione nella scuola pubblica,\n          non\n          attraverso un&#8217;esperienza limitata, ma in diversi anni di prove e\n          verifiche,\n          mostrando tutta la sua efficacia nell&#8217;aiutare i bambini a sviluppare\n          una mente\n          pi\u00f9 aperta, pi\u00f9 orientata al fare ed alla progettazione, capace di\n          utilizzare\n          in modo creativo i linguaggi espressivi ed artistici per esprimere se\n          stessi. <br>\n        <\/span><\/p>\n      <p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><span style=\"font-family:&quot;Century&quot;,serif\"><br>\n        <\/span><\/p>\n      <p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><span style=\"font-family:&quot;Century&quot;,serif\">Negli\nanni\n          successivi per me \u00e8 stato un grande piacere vedere come questo\n          testimone \u00e8\n          stato raccolto da allieve volenterose che hanno continuato a\n          progettare la\n          didattica a scuola utilizzando lo sguardo e il modello di pensiero al\n          quale\n          Munari ci aveva introdotto. I risultati sono stati sempre molto\n          lusinghieri,\n          con proposte sempre capaci di promuovere vera gioia nei bambini e\n          soddisfazione\n          nelle famiglie. <br>\n        <\/span><\/p>\n      <p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><span style=\"font-family:&quot;Century&quot;,serif\"><br>\n        <\/span><\/p>\n      <p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><span style=\"font-family:&quot;Century&quot;,serif\">Vi\n          \u00e8\n          ancora necessit\u00e0 di questo? Io credo proprio di s\u00ec. La scuola oggi ha\n          perso,\n          talvolta, l&#8217;attenzione che dovrebbe riservare ai processi, alla\n          centralit\u00e0 del\n          bambino che apprende attraverso l&#8217;esperienza diretta, al piacere di un\n          gioco\n          esperienziale veramente creativo e alla migliore sensibilizzazione\n          verso i temi\n          dell&#8217;arte che sono basilari nel nostro Paese. <br>\n        <\/span><\/p>\n      <p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><span style=\"font-family:&quot;Century&quot;,serif\"><br>\n        <\/span><\/p>\n      <p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><span style=\"font-family:&quot;Century&quot;,serif\">Le\ninsegnanti\n          sono troppo \u201csotto pressione\u201d con incombenze anche di tipo\n          burocratico che assorbono buona parte del loro tempo. Io vorrei\n          suggerire a\n          queste insegnanti e a questa scuola di \u201crallentare\u201d, di affrontare un\n          problema\n          ed un tema alla volta, procedendo per gradi &#8211; dal pi\u00f9 semplice al pi\u00f9\n          complesso\n          &#8211; offrendo a tutti il giusto tempo. <br>\n        <\/span><\/p>\n      <p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><span style=\"font-family:&quot;Century&quot;,serif\"><br>\n        <\/span><\/p>\n      <p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><span style=\"font-family:&quot;Century&quot;,serif\">A\n          mio avviso,\n          in questo momento, potrebbe essere molto utile per le insegnanti\n          tutte, tornare\n          ad avvicinarsi all&#8217;approccio di Munari. Ad un Metodo \u201cregolabile\u201d, che\n          \u201ccalza a\n          pennello\u201d e che consente a ciascuna di essere vera professionista nel\n          proprio\n          ambito curricolare, senza la necessit\u00e0 di \u201cscaricare progetti o\n          schede\u201d belle e\n          pronte. Ritornare a Munari anche per diventare capaci della migliore\n          organizzazione e regia dell&#8217;aula, consapevoli degli strumenti,\n          materiali e\n          tecniche pi\u00f9 efficaci, sapienti osservatori dell&#8217;azione infantile e\n          giusti\n          promotori dei progetti dei bambini.<\/span><\/p>\n      <p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><span style=\"font-family:&quot;Century&quot;,serif\"><br>\n        <\/span><\/p>\n      <p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify;\"><span style=\"font-family:&quot;Century&quot;,serif\">Oggi,\npi\u00f9\n          che mai, trovo sia necessario che la scuola sappia accogliere il\n          pensiero\n          sapiente e saggio di Bruno Munari per poter preparare una nuova\n          generazioni di\n          bambini autonomi, solidali, creativi e capaci di ragionare con la\n          propria\n          testa. Nel tempo delle intelligenze artificiali \u00e8 il momento di\n          coltivare,\n          ancora di pi\u00f9, le intelligenze naturali. <\/span><\/p>\n    <\/p>\n  <\/body>\n<\/html>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-1 wp-block-paragraph\" style=\"font-size:18px\"><em>Silvana Sperati \u00a9 2025<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho conosciuto Bruno Munari a Milano a met\u00e0 degli anni 80, avendo avuto la possibilit\u00e0 di partecipare alla grande mostra allestita presso Palazzo Reale.&nbsp;Di quella circostanza ho un ricordo molto vivo, ritengo determinato dal fatto che per me fu un&#8217;occasione estremamente significativa. 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